CENTRO ASCOLTO E DI PRIMA ACCOGLIENZA

centro ascolto meter

L’Associazione Meter negli anni ha cercato e cerca di dare speranza ai piccoli vittime di abuso, attraverso una serie di servizi offerti alle famiglie che ne chiedono l’intervento; tra questi servizi il Centro di Ascolto e di prima accoglienza.

Esso è il cuore di Meter, il cuore della relazione d’aiuto, dove chi ascolta e chi è ascoltato si uniscono in un rapporto reciproco per creare un ambiente accogliente e sicuro che consenta la lettura del disagio psico-emotivo.

L’empatia e le competenze professionali permettono, inoltre, di fornire informazioni e risposte sui problemi inerenti il disagio infantile e, in particolare, sull’abuso sessuale, fisico e psicologico, sulla pedofilia e su tutte le situazioni in cui è pregiudicata l’incolumità dei minori. È qui che, ogni giorno, si lavora incessantemente per il coordinamento delle attività caratterizzanti lo spirito associativo di Meter. Il Centro di Ascolto opera attivando un lavoro di rete tra i servizi presenti nel territorio, al fine di garantire una risposta più adeguata ai bisogni emersi.

Organizzazione e operatività

Il suo mandato prevalente è l’ascolto, centro della relazione di aiuto, dove chi ascolta e chi è ascoltato vengono coinvolti, con ruoli diversi, in una relazione che mira a un processo di liberazione della persona dal bisogno.

centro ascolto

  • Accoglienza: tutti coloro che si rivolgono a Meter trovano un clima accogliente e rasserenante. Le persone in situazioni di bisogno vengono innanzitutto messe proprio agio e informate sul servizio loro offerto.
  • Attenzione: presso il Centro di Ascolto è possibile trovare la massima disponibilità di tempo, di discrezione e di comprensione dei problemi.
  • Accompagnamento: coloro che chiedono aiuto, solitamente, sperimentano la mancanza di punti di riferimento. Il Centro di Ascolto, per contro, offre la speranza di un cambiamento e la possibilità di trovare professionisti in grado di seguire coloro che richiedono una consulenza durante il loro percorso di “guarigione” e di ri-acquisizione di una propria autonomia.
  • Presa in carico: “farsi carico” dei problemi e delle difficoltà di coloro che chiedono aiuto significa considerare la persona come “unica”, offrire una risposta adeguata, spendere in prima persona tempo, energie e competenze nella ricerca di soluzioni che, prima di tutto, valorizzino la persona e le sue risorse.
  • Orientamento: si esprime nella scelta degli interventi concretamente possibili, tenuto conto dello specifico problema di cui la persona è portatrice, di una rilettura delle reali esigenze e in funzione del modo di operare del Centro di Ascolto. In alcuni casi è necessario indirizzare verso le strutture o i servizi presenti nel territorio che meglio rispondano alle necessità espresse.

 

Funzioni e compiti

Gli operatori

Il Centro di Ascolto ha un responsabile che garantisce l’organizzazione degli appuntamenti e degli interventi e che mantiene i contatti tra i vari operatori che si incontrano periodicamente per confrontarsi sulle azioni compiute.

Il gruppo degli operatori lavora in équipe, con varie mansioni, svolte dai soggetti secondo le rispettive professionalità:

  • gli operatori dell’ascolto sono i primi a raccogliere la richiesta d’aiuto e definiscono insieme a coloro che si rivolgono al Centro un progetto d’intervento;
  • gli operatori di segreteria: ricevono le telefonate e mantengono aggiornati gli schedari;
  • gli operatori specializzati rispondono alle specifiche esigenze mettendo a disposizione le loro competenze per eventuali consulenze psicologiche, legali, mediche, spirituali, informatiche, ecc.

Il lavoro di équipe è importante perché in alcune situazioni più complesse, dove è necessario l’intervento di più professionisti, è fondamentale il confronto che permette una lettura obiettiva delle situazioni e delle difficoltà rilevate e che facilita una corretta progettazione di interventi personali adeguati. Il lavoro di équipe stimola una buona organizzazione delle idee e delle azioni per un’adeguata divisione dei compiti e delle funzioni e di conseguenza per un intervento specialistico mirato.

 

Tecniche di intervento

Gli operatori dell’ascolto sono i primi ad interfacciarsi con coloro che chiedono aiuto. È importante che questi operatori sappiano:

  • ASCOLTARE CON ATTENZIONE: ascoltare i contenuti, le idee dell’interlocutore, i suoi segnali di stanchezza, di imbarazzo, di soddisfazione; sono tutti elementi che consentono di porsi in un’attiva comunicazione con l’altro, inducendolo a parlare e ad esprimersi liberamente. Il silenzio è spesso necessario per permettere a chi sta parlando di poter comunicare senza interruzioni;
  • ACCOGLIERE: è importante riuscire a sospendere il giudizio, non criticare o esprimere opinioni personali circa il racconto ascoltato ed essere disponibili a mettersi nei panni dell’altro (empatia);
  • ACCETTARE: le caratteristiche principali riguardano il ricevere l’altro per quello che è e per l’esperienza che porta con sé e il non lasciarsi condizionare dai pregiudizi;
  • SAPER PORRE LE DOMANDE: è utile raccogliere il maggior numero di informazioni sul racconto di chi si rivolge all’Associazione, ma è altrettanto importante porre attenzione alle modalità con cui vengono poste le domande. Bisogna chiedere solo delle precisazioni circa ciò che è stato detto e non porre domande indagatorie o eccessivamente inquisitorie, nè suggestive;
  • UTILIZZARE STRUMENTI: possedere degli strumenti di raccolta delle informazioni può essere utile per riuscire a schematizzare ciò che viene raccontato e per evitare di inquinare il racconto di colui che chiede aiuto;
  • INVIARE: È importante comprendere il reale bisogno di chi ha richiesto la consulenza, cercando di individuare l’esperto specializzato per il tipo di richiesta.

I successivi colloqui verranno svolti dal professionista individuato che, in base alle necessità emerse nel percorso, formulerà un progetto personalizzato concordato con l’interessato o con i genitori, in caso di minorenni, che tenga conto:

  • della situazione personale;
  • della tipologia di difficoltà emerse;
  • delle risorse interne ed esterne che la persona possiede.

Ad esempio, nelle situazioni di sospetto abuso sessuale nei confronti di un bambino, l’iter prevede:

  • un colloquio iniziale con i genitori o con chi ne fa le veci al fine di raccogliere la richiesta di aiuto;
  • l’invio al professionista più adeguato che si occuperà di raccogliere il maggior numero di informazioni attraverso colloqui con gli adulti di riferimento;
  • colloqui con il bambino al fine di creare un’alleanza e offrire uno spazio in cui sentirsi protetto e ascoltato, libero di poter raccontare ciò che desidera;
  • restituzione ai genitori degli incontri effettuati con il bambino;
  • relazione scritta, descrittiva degli incontri effettuati.

In particolare dopo la denuncia i professionisti si occuperanno di:

  • accompagnamento della famiglia nell’iter processuale;
  • sostegno psicologico al bambino al fine di ridurre i rischi dell’avvenuto abuso;
  • sostegno psicologico e spirituale alla famiglia;
  • indicazioni alla famiglia circa il comportamento da attuare con il figlio vittima di abuso.

Documentazione

Ciascun operatore curerà la registrazione dei colloqui dove verranno descritte le richieste di aiuto, gli interventi effettuati, gli eventuali invii, la risoluzione delle problematiche.

La scheda personale è uno strumento di lavoro indispensabile perché, se adeguatamente compilata e costantemente aggiornata, consente di conoscere la particolare condizione di bisogno dell’interessato e di verificare, attraverso gli interventi già realizzati e le prospettive future, se il progetto per la promozione della persona sia realmente adeguato per il superamento del disagio.

Il Centro di Ascolto, per poter efficacemente svolgere il suo servizio di aiuto, tratta i dati personali, anche sensibili, sempre nel massimo rispetto della privacy di ciascuno.

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