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L'associazione Meter  ha attuato una serie di progetti volti a tutelare i diritti dei bambini. Promuove: incontri di formazione, conferenze, dibattiti, approfondimenti e giornate di studio. 

I PROGETTI

               

               

Qui sotto elenchiamo alcuni progetti realizzati negli ultimi anni:

rivolti alle scuole, parrocchie, club service, agenzie educative, enti pubblici e privati riguardano l'educazione all’affettività, all'uso corretto della rete, alle relazioni interpersonali.

 

Elenco Progetti:

  • · Prevenire il bullismo a scuola

  •  

    · Finalmente posso chiedere aiuto

  •  

    · Difendiamoci dalle nuove dipendenze

  •  

    · Piano provinciale di contrasto alle forme di abuso in danno  dei minori “Dietro il silenzio” (Provincia di Ragusa)

  •  

    · Vincere la paura (Provincia di Siracusa)

  •  

    · Giochiamo con le emozioni

  •  

    · E … state in spiaggia con noi

  •  

    · Diamo voce al disagio (Comune di Pachino)

  •  

    ·“La sessualità nei disabili”. Informare sul diritto alla sessualità nei disabili e fornire agli educatori gli strumenti per prevenire e  riconoscere l’avvenuto abuso.

     

    · Nessuno è escluso (Comune di Catania)

     

    · 10 mila passi per Gela

     

    · Ascoltare l’infanzia

  •  

    · Costruiamo un futuro migliore

  •  

    · Incontriamoci in famiglia

  •  

    · Un posto per sognare

  •  

    · P.E.TER. P.A.N. “Percorsi educativi nel terzo settore per accogliere le nuove generazioni”

  •  

    · Ricominciare

  •  

    · Diamo voce ai messaggi silenziosi degli adolescenti

  •  

    · Tuteliamo l’infanzia

  •  

    · Dipendenza da internet

  •  

    · Non esisto solo io

  •  

    · PER UNA NUOVA CULTURA SUI DIRITTI DELL’INFANZIA

  •  

    · “I COLORI DELL’INFANZIA”

     

    · METER FAMILY. EDUCAZIONE RELAZIONALE, AFFETTIVA, SESSUALE

     

    · PROGETTO SUI RUOLI SESSUALI

     

    · MINORI ON LINE! Internet e Sicurezza

     

Prevenire il bullismo a scuola

Negli ultimi anni il termine bullismo è comparso frequentemente nelle cronache di giornali e televisione, anche a scuola gli insegnanti intravedono spesso segnali di comportamento violento, molti ragazzi vengono presi in giro dai compagni, minacciati e ricattati. Il bullismo è un autentica forma di oppressione, in cui un bambino o un adolescente sperimenta, per opera di un compagno prevaricatore, una condizione in cui la sicurezza e la fiducia in sé vengono messe a dura prova, procurandogli forti sofferenze fisiche e psicologiche. Risulta quindi fondamentale avviare interventi intenzionali ed efficaci per cercare di arginare il problema e creare un clima positivo di convivenza all’interno della scuola.  A questo fine è fondamentale che gli interventi contro il bullismo siano rivolti all’intero gruppo-classe oltre che ai singoli individui interessati.

 Finalmente posso chiedere aiuto  

La pedofilia è uno degli abusi sessuali nei confronti dei minori più frequente e che produce effetti deleteri nello sviluppo psicofisico, in quanto un abuso sessuale non coinvolge solo la sfera fisica, ma anche quella psicologica provocando sia effetti a breve termine che a lungo termine. Il fenomeno degli abusi sessuali e della pedofilia in genere, è una emergenza sociale che ormai ha coinvolto famiglie e minori di ogni classe sociale ed economica. Dall’esperienza della nostra associazione abbiamo comprovato che purtroppo non ci sono ricette che possano proteggere il minore da un abuso, ma vi sono degli strumenti che possono servire a prevenirlo e a bloccarlo. Necessario è che gli adulti si formino e si attrezzino ad essere in grado di decodificare i segnali di disagio che il bambino esprime attraverso modalità non verbali e che spesso assumono le caratteristiche di messaggi “coperti”.

 

Difendiamoci dalle nuove dipendenze

Quando si usa la parola  “dipendenza” si pensa quasi sempre alle classiche forme di dipendenza da sostanze chimiche illegali, tralasciando e non considerando le cosiddette “Nuove Dipendenze” . Queste ultime comprendono tutte quelle nuove forme di dipendenza in cui non è implicato l'intervento di alcuna sostanza chimica, ma un uso inadeguato di oggetti e attività “legali”  che arrivano al punto di annullare la personalità del soggetto, divenendo il fulcro della vita privata e delle esperienze personali. Le nuove dipendenze comprendono: Gioco d'Azzardo, Internet, Televisione, ShoppingLavoro, Sesso, Cibo. Per la maggior parte delle persone queste attività rappresentano parte integrante del normale svolgimento della vita quotidiana, ma per alcuni individui possono assumere caratteristiche patologiche, fino a provocare gravissime conseguenze. Le forme di dipendenza non da sostanze chimiche sono destinate a crescere sempre di più sotto l’occhio inesperto di adulti che non si accorgono che i propri figli o alunni si chiudono sempre più al mondo reale per rintanarsi nelle nuove dipendenze. Risulta, dunque, necessario un intervento mirato alla sensibilizzazione e alla prevenzione per evitare lo sviluppo di nuove forme di dipendenza patologica.

 

Piano provinciale di contrasto alle forme di abuso in danno  dei minori “Dietro il silenzio” (Provincia di Ragusa)

Il progetto mira a creare una rete di protezione in grado di intervenire con adeguatezza quando si manifestino situazioni di abuso, attraverso il coordinamento degli interventi che metta in connessione operatori sociali e sanitari con operatori di altri settori, quali la magistratura e le forze dell’ordine.Obiettivo finale è quello di sviluppare le competenze emotive e relazionali degli operatori dei servizi coinvolti, per poter cogliere i segnali di disagio, attivare un adeguato intervento di protezione del minore vittima di abuso e maltrattamento e ridurre il danno che le eventuali denunce ed il trattamento del “caso” potrebbero provocar

VINCERE LA PAURA (PROVINCIA DI SIRACUSA)

Giochiamo con le emozioni

La scuola è chiamata con insistenza crescente a rispondere alle urgenze educative espresse dalla popolazione scolastica e in particolare dai ragazzi che si trovano nel pieno dell’esperienza preadolescenziale  e adolescenziale.La nostra epoca richiede l’impegno di un progetto di educazione ai sentimenti e alla sessualità, decisamente più avanzato rispetto al passato. L’affettività e la sessualità sono elementi importanti della progettualità esistenziale di ogni individuo, connessi a molteplici fattori e portatori di significati che possono essere variamente intrecciati, ma in cui gli elementi delle relazioni interpersonali e le componenti psicologiche della persona rivestono un significato rilevante. Una componente importante del sé è la sessualità che interviene nel concetto di autostima, identità e influenza il modo in cui ci si comporta e ci si rapporta agli altri. Da qui l’esigenza di definire la sessualità non solo per le sue funzioni biologiche e riproduttive, ma anche per quelle culturale e soprattutto per la dimensione affettivo-relazionale.

E … state in spiaggia con noi

Il progetto nasce dall’esigenza di favorire la condivisione di un comune progetto educativo, che pone al centro dell’attenzione il benessere dei bambini. Oggi, spesso agli adulti manca il tempo per ascoltare i propri ragazzi, ma non dimentichiamo che essere ascoltati, compresi ed attenzionati è un loro diritto. L’intento del progetto quindi è quello di fornire ai genitori strumenti e conoscenze per sviluppare adeguate modalità comunicative con i propri figli anche tramite il gioco e di accrescere la consapevolezza che una comunicazione adeguata può aiutare l’individuazione dei problemi e la loro risoluzione.

Diamo voce al disagio (Comune di Pachino)

La pedofilia è una delle forme di abuso all’infanzia che produce effetti più deleteri nello sviluppo psicofisico, infatti un minore abusato presenta sia effetti a breve termine che a lungo termine, in quanto un abuso sessuale non coinvolge solo la sfera fisica, ma anche quella psicologica.  Dall’esperienza della nostra associazione abbiamo comprovato che vi è solo un modo che può servire sia a prevenire che a bloccare un abuso in atto ed è l’informazione. Il fenomeno degli abusi sessuali e della pedofilia in genere (attiva e passiva) è un’emergenza sociale che ormai ha coinvolto famiglie e minori di ogni classe sociale ed economica. Da qui nasce l’esigenza di incontrare direttamente i minori per monitorare l’incidenza del fenomeno e per offrire un supporto immediato a coloro che ne fanno richiesta. Per raggiungere questi obiettivi si è scelto di incontrare i minori nel luogo da loro abitualmente frequentato: la scuola.

 “La sessualità nei disabili”. Informare sul diritto alla sessualità nei disabili e fornire agli educatori gli strumenti per prevenire e riconoscere l’avvenuto abuso.

Il 2003 coincide con il decimo anniversario dell’adozione, da parte dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, delle regole standard sulla parità di opportunità per i disabili, che hanno consentito di compiere progressi importanti in un approccio alla disabilità conforme ai principi dei diritti dell’uomo. Il Consiglio dell’Unione Europea, il 3 dicembre 2001, ha così proclamato il 2003 “anno europeo delle persone con disabilità”, ponendosi come obiettivi (art.2) la sensibilizzazione relativamente al diritto dei disabili di essere tutelati dalla discriminazione e di godere di pieni e pari diritti, la discussione sulle misure necessarie per promuovere la pari opportunità per i disabili in Europa, il miglioramento della comunicazione concernente l’handicap, la realizzazione di misure concrete per favorire la pari opportunità, guardando infine proprio al 2003 come al momento in cui promuovere ed adottare misure per raggiungere questi obiettivi. A tal fine, il Dipartimento per le Politiche Comunitarie della Presidenza del Consiglio dei Ministri e il Dipartimento per le Politiche Sociali del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali hanno pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.14 parte II del 18 gennaio 2003 un bando per il co-finanziamento di progetti che perseguano i fini su indicati per l’anno europeo delle persone con disabilità 2003. A questo bando, l’Associazione “Meter” di Don Fortunato Di Noto, intende partecipare come ente capofila, in partenariato con l’Assessorato alle Pari Opportunità del Comune di Siracusa, dando vita ad un progetto di sensibilizzazione e diffusione delle buone prassi su interventi a favore delle persone con disabilità gravi e delle loro famiglie, nonché interventi informativi sul diritto alla sessualità nei disabili e alla formazione degli educatori verso tale problematica.  

 Nessuno è escluso (Comune di Catania)

Nessuno è escluso dal contrasto al maltrattamento e dalla prevenzione e repressione della violenza nei confronti dei minori. Il progetto – formato da più percorsi destinati a diversi utenti, tutti rivolti al contrasto del fenomeno di abuso e maltrattamento dei minori (dentro e fuori dalla famiglia) – intende far conoscere ai destinatari il “fenomeno” e, soprattutto, far imparare loro – in base alle loro caratteristiche personali e professionali – le azioni positive, i segnali di disagio, le modalità di prevenzione e le azioni di contrasto da compiere. Esso intende diffondere la consapevolezza che ogni soggetto (sia esso minore o adulto) che ogni figura professionale, che ogni comportamento, che ogni gesto va “affrontato” con gli strumenti (umani e materiali) idonei al superamento e/o alla gestione del fatto verificatosi.

10 mila passi per Gela

“10 mila passi per Gela” è un percorso di promozione della cultura della solidarietà e della cittadinanza attiva, ideato e pensato da una parte significativa della comunità civile, rappresentata dalle associazioni di volontariato, per dire di una comunità che  si mette in cammino per progredire culturalmente. Il progetto ideato dalla delegazione CESVOP di Gela, di cui l’Associazione Meter fa parte, è pensato non solo per offrire occasioni di confronto, di dibattito sui temi della solidarietà, dell'impegno, della cittadinanza attiva ma per mostrare le OPERE che la solidarietà costruisce o che può innescare.

Ascoltare l’infanzia

Un minore che ha subito un abuso ha la necessita di sentirsi protetto, accudito e ascoltato, ma molte volte l’adulto non ha la capacità, la formazione e la preparazione per fare questo. La scuola a nostro avviso ha gli strumenti ideali per favorire la comunicazione del minore, ma molto spesso le insegnanti che sono costantemente a contatto con i bambini non sono pronte ad ascoltare il bambino a 360 gradi. Di fronte a “casi così difficili” gli insegnanti spesso si trovano immersi nei propri dubbi: “Cosa posso fare adesso?”, “in che modo  posso affrontare il problema?”, “qual è il modo giusto di agire?”, “ a chi posso rivolgermi?” . Di fronte a tali circostanze, molto spesso, è comprensibile se la reazione che ne consegue è il cercare di non vedere o il far finta di niente per il timore di non sbagliare.  È proprio questa la reazione che bisogna combattere aiutando a conoscere e a capire meglio il problema. 

Costruiamo un futuro migliore

All’interno del comune di Avola, in particolare nelle zone periferiche esistono quartieri caratterizzati dal degrado urbanistico e dalla presenza di famiglie multiproblematiche. Le famiglie sono spesso disgregate, non hanno una rete sociale di supporto e strumenti che li sostengano nell’educazione dei propri figli. I bambini si trovano spesso a vivere in strada senza nessun riferimento e senza una guida che li accompagni nel loro sviluppo psico-sociale. Una delle finalità dell’Associazione Meter è la prevenzione del disagio infantile, per tale motivo gli operatori propongono la realizzazione di un progetto che miri a seguire le famiglie nel loro compito educativo e i bambini nella preparazione scolastica e nella socializzazione.

Incontriamoci in famiglia  

Il progetto nasce dall’esigenza di favorire l’integrazione tra scuola e famiglia nella prospettiva della condivisione di un comune progetto educativo, che pone al centro dell’attenzione il benessere e la crescita dei propri figli. L’intento è quello di fornire ai genitori strumenti e conoscenze psicologiche di base per sviluppare adeguate modalità comunicative con i propri figli e di accrescere la consapevolezza che una comunicazione adeguata può aiutare l’individuazione dei problemi e la loro risoluzione. Inoltre vuole preparare adulti capaci di svolgere un ruolo educativo maturo ed equilibrato per interlocutori diversi, soprattutto i bambini, attraverso l'acquisizione di una metodologia di lavoro "attiva" e partecipata, indispensabile per affrontare adeguatamente la crescita dei figli. 

Un posto per sognare

Il comune di Pachino vive un grosso problema di ghettizzazione degli abitanti delle Case popolari di via Mascagni, conosciute purtroppo anche con lo pseudonimo “Bronx”, per indicare la zona malfamata del territorio. A causa della nomea negativa che si è creata negli anni e delle idee prevenute da parte di numerosi cittadini, si assiste giorno dopo giorno ad episodi di emarginazione che riguardano gli adulti e i bambini. La scarsa integrazione degli abitanti delle case popolari con il resto della popolazione porta spesso a manifestazioni di rabbia, anche rispetto alle “normali” dinamiche relazionali, queste reazioni esagerate non fanno altro che rinforzare i pregiudizi e la ghettizzazione. Le conseguenze del fenomeno della discriminazione ha effetti deleteri soprattutto sui bambini, i quali crescono sviluppando comportamenti nocivi non solo per se stessi, ma per tutta la popolazione. Una delle finalità degli “Sportelli Meter” è la prevenzione del disagio giovanile, per tale motivo gli operatori dello sportello di Pachino propongono la realizzazione di un progetto che mira all’integrazione delle famiglie residenti nella suddetta zona con il resto della popolazione.  

P.E.TER. P.A.N. “Percorsi educativi nel terzo settore per accogliere le nuove generazioni”

Il progetto si prefigge come finalità generale quella di prevenire il “disagio” giovanile, l’abbandono scolastico e soprattutto ridurre il numero dei minori non scolarizzati, tramite una forma concreta di sostegno ai minori e alle proprie famiglie in difficoltà. Dopo il contatto iniziale, avvenuto grazie al fatto di avere raggiunto gli utenti “là dove vivono” (quartiere, strada etc.), gli operatori cercheranno di guadagnarsi la loro fiducia e, con molta discrezione, si porranno come possibilità di aiuto per il minore e la sua famiglia, proponendo attività ludico-ricreative, ma anche didattico-formative per i più piccoli, momenti di incontro e riflessione per i genitori, attività dedicate a tutta la famiglia, fino ad espletare un Servizio di Accoglienza per la Famiglia che sostiene tutto il nucleo familiare nel suo complesso (genitori e figli), effettuando interventi necessari a rimuovere eventuali discriminazioni e limitazioni di ordine sociale, culturale ed economico.  

Ricominciare

L’emanazione del decreto 241/2006 di concessione dell’indulto, ha determinato un’ improvvisa ed inaspettata fuoriuscita di detenuti, che dovendo ancora scontare numerosi anni di pena, non preventivavano di essere rimessi in libertà così tempestivamente. Ciò ha sorpreso non solo gli ex detenuti, ma anche le loro famiglie e l’intero contesto sociale nel quale dovrebbero rientrare dopo anni di assenza dovuta, appunto, allo scomputo della pena comminata. Il rischio che si profila è che queste persone non vengano accettate dalle loro famiglie, non trovino un posto dove andare a vivere, non abbiano la disponibilità economica necessaria per provvedere ai loro fabbisogni quotidiani, non trovino un lavoro che favorisca il loro reinserimento sociale, non vengano accettati dalla società in cui sono stati costretti a tornare in così breve tempo. Tutto ciò potrebbe far cadere l’indultato in una situazione di sconforto e smarrimento tale, da indurlo a riavvicinarsi a quegli ambienti e quelle persone che già in passato lo avevano coinvolto in situazioni di illegalità, col rischio elevatissimo che in breve tempo torni di nuovo a delinquere con conseguente reiterazione del reato e inevitabile condanna a pene detentive. Alla necessità di evitare tali conseguenze risponde il progetto, che prevede interveti individualizzati a sostegno degli indultati per facilitare il rientro nelle famiglie d’origine e il reinserimento sociale, e delle loro famiglie, perché possano accogliere l’ex detenuto senza grossi traumi soprattutto nei nuclei dove sono presenti bambini.

Diamo voce ai messaggi silenziosi degli adolescenti

L’attuale condizione giovanile è caratterizzata dalla sovrapposizione del disagio evolutivo, proprio di un normale percorso di crescita ed emancipazione, a quello socioculturale legato alle difficoltà di vivere la propria adolescenza in una società complessa e in contraddizione, senza punti di riferimento stabili e con adulti in crisi rispetto al proprio ruolo genitoriale ed educativo. Nella scuola si registra il fenomeno della dispersione silenziosa che non si esprime nel visibile abbandono, ma nell’emarginazione di quelli che dagli insegnanti vengono definiti pigri, demotivati allo studio, accettati in classe purché non disturbino, promuovendo nei ragazzi un atteggiamento di passiva attesa dell’esaurimento dell’età dell’obbligo in una condizione di totale caduta dell’autostima e di marginalità (A.C.Moro). Con questo progetto ci proponiamo di intraprendere una riflessione anche operativa sui problemi e sui bisogni della fascia di età preadolescenziale (dai 10 ai 14 anni) definita, in letteratura, come “l’età nascosta” o “l’età sconosciuta” perché scarsamente scandagliata nelle sue difficoltà e nei suoi bisogni, poco considerata nella sua significatività, del tutto trascurata come momento formativo complesso e per molti aspetti traumatico, in cui le domande silenziose al mondo degli adulti e le richieste di aiuto sono assai pressanti, anche se spesso non esplicitamente espresse. Una fascia di età che presenta delle caratteristiche di ambiguità e di ambivalenza che si possono pesantemente ripercuotere sul processo di crescita umana, sia sul piano dell’acquisizione di un’effettiva identità personale, sia sul piano dell’apertura serena alla socialità (A.C.Moro).

 

Tuteliamo l’infanzia

 La scuola nel rispetto della dignità personale, della coscienza individuale dei bambini e della libertà di insegnamento, concorre, in collaborazione con i genitori, attraverso la progressiva acquisizione di strumenti culturali, alla conoscenza, consapevolezza di sé e dell'altro e al senso di responsabilità. In questo ambito, essa è chiamata a svolgere una funzione determinante per tutto ciò che concerne l'educazione alla razionalità ed all'affettività, quali modalità di valorizzazione della persona e della capacità di relazionarsi positivamente con l'altro. La scuola, quindi, è tenuta ad impegnare formazione, saperi, modalità di ascolto, dialogo, cura e professionalità sia sul piano della percezione della violenza consumata in danno dei minori, sia su quello della predisposizione, d'intesa con gli altri attori sociali (professionisti esperti nel settore: assistenti sociali, psicologi, neuropsichiatri infantili, medici ecc.) delle più adeguate forme di accompagnamento e sostegno dei minori vittime di abusi e maltrattamenti. E' fondamentale l'ascolto del minore perché la qualità della relazione educativa è condizione per la formazione stessa dell'individuo. A tale proposito, è indispensabile non solo un'adeguata progettazione di percorsi didattici interdisciplinari, ma anche l'attivazione di idonei servizi di ascolto e consulenza, in grado di comprendere i problemi più complessi ed offrire risposte a più livelli: quello della rassicurazione, quello della presa in carico e quello della ricerca di sinergie che tendano a riammettere il bambino in un percorso positivo di crescita. 

Dipendenza da internet

Il nuovo millennio è contrassegnato dall’uso di internet, innovazione che ha portato ad un progresso tecnologico senza precedenti nella storia dell’umanità.  La rete costituisce un nuovo canale comunicativo che permette contatti con utenti da ogni parte del mondo ovviando e sovvertendo le regole generali della comunicazione.  Rimanere affascinati dai numerosi vantaggi della rete potrebbe essere una trappola, giacché non si naviga più per necessità o per svago, ma si trascorre in essa la maggior parte del proprio tempo, compromettendo le relazioni interpersonali e aggravando le predisposizioni antisociali.  La IAD (Internet Addiction Disorder) è catalogata tra le nuove dipendenze perché chi ne soffre presenta i meccanismi classici delle altre forme di dipendenza: la tolleranza, l’astinenza e il disagio nell’area sociale, occupazionale ovvero in altre aree di funzionamento psichico. Chi ne soffre presenta diversi sintomi: rilevanti cambiamenti dello stile di vita, diminuzione dell’attività fisica, privazione di sonno, disinteresse per la propria salute, diminuzione delle attività sociali, desiderio di trascorrere più tempo al computer ecc. Vista l’attualità del tema su esposto, l’Associazione “Meter di Don Fortunato Di Noto” ha sviluppato un programma per la prevenzione dello sviluppo di tale dipendenza e, nell’eventualità in cui la sindrome venisse accertata, ha messo a punto un intervento diretto.

Non esisto solo io  

Dai giornali si leggono sempre più frequentemente notizie legate ad atti di violenza nelle scuole, c’è da chiedersi cosa la scuola può fare per prevenire e arginare questo fenomeno che sta sempre più aumentando. Fino a questo momento l’attenzione degli educatori si è concentrata sulle condotte da evitare a causa della pericolosità e della visibilità dei loro effetti e sono state trascurate soluzioni diverse dalla riprovazione e dalla punizione. Non si è invece prestata la giusta attenzione al fatto che molti ragazzi conoscono una sola modalità di comunicare e di fare valere le proprie ragioni: la violenza; nè si è immaginato che si possano insegnare modalità alternative di comunicazione che possano comportare un arricchimento della vita relazionale dell’autostima e del benessere. La scuola deve farsi promotrice di una nuova “grammatica sociale” che deve trovare riscontro nell’esperienza concreta attraverso l’insegnamento di vere e proprie competenze prosociali, come l’empatia, il riconoscimento delle emozioni, il dare conforto, l’evitare o risolvere costruttivamente le controversie. Il ragazzo deve sperimentare che si possono affermare le proprie ragioni anche attraverso la discussione pacifica, che si possono superare i conflitti attraverso la negoziazione, che si può pervenire a prestazioni migliori attraverso la collaborazione, che si può trarre vantaggio dall’altruismo che la propria autostima può trarre beneficio dalla capacità di prestare aiuto, di riuscire ad assumere la prospettiva degli altri, di cogliere e anticipare le aspettative altrui.

PER UNA NUOVA CULTURA SUI DIRITTI DELL’INFANZIA 

Adolescenti in crisi. Soli. Confusi, tra voglia di libertà e bisogno di sicurezza. In crisi perché si sentono incompresi dai genitori, o meglio perché questi ultimi non assecondano le loro fughe in avanti, il loro bruciare una tappa dietro l'altra.  Il disagio dell'adolescenza non esplode da un giorno all'altro, piuttosto cova silenzioso nel cuore dei ragazzi, che mandano sempre più segnali dei loro bisogni e del loro malessere. Spesso l'adolescente non utilizza un linguaggio chiaro, le richieste che fa non sempre sono facili da comprendere e se a queste richieste l’adulto risponde in maniera evasiva o peggio ancora con il silenzio, l’adolescente si chiuderà in un mutismo dal quale non sarà facile uscirne. Oggi, spesso agli adulti manca il tempo per ascoltare i propri ragazzi, ma non dimentichiamoci che essere ascoltati, compresi ed attenzionati è un loro diritto. Da qui nasce l'esigenza di incontrare direttamente gli adolescenti per far conoscere i loro diritti e per offrire un supporto immediato su eventuali situazioni di disagio. Per raggiungere questi obiettivi si è scelto di incontrare i minori nel luogo da loro abitualmente frequentato: la scuola.

“I COLORI DELL’INFANZIA” 

 Ogni giorno in Italia migliaia di bambini sono vittime, di abusi fisici, psicologici, e sessuali. I bambini abusati lanciano continue richieste di aiuto e segnali che qualcosa nella loro vita non va, ma purtroppo per la scarsa informazione degli operatori dell’infanzia queste richieste di aiuto rimangono molto spesso inascoltate producendo nei bambini un senso di solitudine. I bambini lasciati soli nel loro dramma diventeranno adulti con problemi psichici e di dipendenze.  Con sempre maggiore frequenza siamo informati dai mezzi di comunicazione di massa, di genitori che avendo deciso di rinunciare alla vita ritengono di potere o di dovere coinvolgere nell’annientamento anche i loro figli; di bambini brutalmente percossi e seviziati per futili motivi; di neonati buttati nei bidoni della spazzatura come rifiuti; di ragazzi venduti come merce o sfruttati alla prostituzione; di bambini rapiti per potere utilizzare i loro organi. Purtroppo, si denota come la storia dell’infanzia sia pervasa da abusi nei loro confronti.  Il Centro Donna Antiviolenza del Comune di Comiso (RG) e l’Associazione Meter di don Fortunato Di Noto di Avola (SR), con il progetto: “I colori dell’infanzia”, mirano a prevenire e ad abbattere la diffusa indifferenza sui problemi  dei minori. Si propongono di sviluppare sensibilità, conoscenze, scopi sociali finalizzati alla promozione di una migliore qualità di vita dei bambini nelle loro famiglie e nei contesti sociali.

METER FAMILY. EDUCAZIONE RELAZIONALE, AFFETTIVA, SESSUALE 

Il progetto nasce dall’esigenza di favorire l’integrazione tra scuola e famiglia nella prospettiva della condivisione di un comune piano educativo, che pone al centro dell’attenzione il benessere e la crescita dei propri figli. L’intento è quello di fornire ai genitori strumenti e conoscenze psicologiche di base per sviluppare adeguate modalità comunicative  con i propri figli e di accrescere la consapevolezza che una comunicazione adeguata può aiutare l’individuazione dei problemi e la loro risoluzione. Inoltre vuole preparare adulti capaci di svolgere un ruolo educativo maturo ed equilibrato per interlocutori diversi, soprattutto i bambini,  attraverso l'acquisizione di una metodologia di lavoro "attiva" e partecipata. 

PROGETTO SUI RUOLI SESSUALI

 

Tra i dieci e i vent’anni, da un punto di vista biosociale, cognitivo ed emotivo, gli esseri umani attraversano il grande spartiacque tra l’infanzia e la maturità: l’adolescenza.Diventare adulti non è un processo semplice. Nella società moderna adattarsi ai tanti cambiamenti che l’adolescenza comporta può essere difficile e stressante, turbolento e imprevedibile; per poter affrontare questo periodo nel modo più equilibrato possibile è importante avere molte occasioni di scambio sia con adulti che con i coetanei. La scuola è il luogo ideale per sviluppare e valorizzare tali scambi e quindi le potenzialità di ciascun soggetto, in tal modo si crea un rapporto tra l’evoluzione dell’individuo e la sua appartenenza a un contesto sociale. Da qui nasce l’idea di attuare un percorso formativo che accompagni i ragazzi verso la consapevolezza che i ruoli sessuali hanno all’interno della società, tenendo in considerazione i traguardi educativi, le strategie per il raggiungimento degli obiettivi e la scelta di contenuti rilevanti per la facilitazione del processo di apprendimento.

MINORI ON LINE! Internet e Sicurezza

L’uso di Internet, oltre che costituire una base per comunicare del tutto nuova è senz’altro una stupenda opportunità per ragazzi e bambini. Occorre favorire la conoscenza e l’uso in quanto formidabile strumento di democrazia  e di crescit, La rete, inoltre, fornisce un valido accesso a risorse educative, permette forme collaborative di apprendimento, offre opportunità di dialogo con esperti in determinati argomenti, facilita il contatto con il pluralismo delle culture.Fatti episodici, seppure diffusi, sembrano suggerire che i minori sono molto vulnerabili ai pericoli di Internet, strumento caratterizzato dall’anonimato e da una grande facilità di accesso ai contenuti.Inoltre il gap generazionale rispetto all’utilizzo delle rete è ampia e profonda; forse, per la prima volta, i minori hanno una maggiore conoscenza della tecnologia di quanto non l’abbiano i genitori.La rete, inoltre può anche essere usata quale strumento di comunicazione per finalità illecite, dannose e soprattutto pericolose per i più piccoli. Da qui la necessità di favorire una nuova forma più consapevole dell’uso di Internet, a tutela appunto dei minori, per proteggerli durante la navigazione e nella ricezione di posta elettronica.

 

 
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