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PEDOFILIA: PER LA PRIMA VOLTA IL TERMINE CONFIGURERÁ UNA FATTISPECIE DI REATO PDF Stampa E-mail
lunedì 30 giugno 2008

PEDOFILIA: PER LA PRIMA VOLTA IL TERMINE CONFIGURERÁ UNA FATTISPECIE DI REATO

 

Per la prima volta, il termine “pedofilia” entrerà in un testo legislativo a “configurare una nuova fattispecie di reato”. La proposta di legge (Pdl) per le “Misure per la prevenzione e la sensibilizzazione alla lotta contro la pedofilia e per il contrasto dei reati di pedofilia culturale connessi agli abusi sessuali sui minori”, presentata oggi, nella Sala Stampa della Camera dei deputati, promossa dall’on. Alessandro Pagano e controfirmata da circa 100 deputati di ogni schieramento, prevede, all’art.1, che sia aggiunto “e pedofilia” ad “atti sessuali con minorenni” alla rubrica dell’art. 609-quater del codice penale, ai fini di “promuovere – ha spiegato il deputato, primo firmatario – un’azione preventiva, oltre che repressiva, nei confronti di chi insidia i bambini, contrastando un pericoloso fenomeno emergente, di un tentativo di normalizzare comportamenti di attenzione sessuale e abuso nei confronti dei minori che sono, invece, abominevoli”. Alla conferenza stampa di presentazione, sono intervenuti anche i deputati Carolina Lussana, promotrice di un’analoga proposta di legge, Alessandra Mussolini, Paola Binetti, Luca Volonté, Massimo Poletti, Nunzia Di Girolamo, il presidente dell’associazione “Caramella buona” onlus, lo psicoterapeuta Federico Bianchi di Castelbianco e don Fortunato Di Noto, presidente di “Meter” onlus, che ha elaborato il testo della pdl.

 

 

Con l’art. 2 della proposta di legge, per le “Misure per la prevenzione e la sensibilizzazione alla lotta contro la pedofilia e per il contrasto dei reati di pedofilia culturale connessi agli abusi sessuali sui minori”, presentata oggi, si introduce il reato di “pedofilia culturale” quale fattispecie del reato di apologia previsto nell’art. 414-bis del Codice penale. C’è – ha affermato l’on. Alessandro Pagano – “l’emergenza culturale di un pericoloso tentativo di giustificare la pedofilia sul piano filosofico e ideologico, che tende a diffondersi in modo subdolo attraverso Internet e va represso con forza”. Le pene previste sarebbero da tre a cinque anni. Il deputato, che ha promosso la proposta di legge, ha parlato di una “lobby” di “gruppi di pedofili collegati che cercano di far diventare costume ciò che invece è una patologia e un abominio”. Da uno studio dell’associazione Meter, risultano: 552 associazioni di “rivendicazione dei diritti dei pedofili”, di cui 12 italiane; 3 movimenti religiosi per la “teologia del pedofilo”, oltre 500 agenzie di consulenza, anche giuridica, ai pedofili; 5 portali telematici di diffusione; 3 database ondine di studi per l’accettazione della pedofilia; 5 siti di cartoons pedofili; 4 riviste internazionali, 3 radio; 5 libri scaricabili ondine; 2 siti commerciali e perfino un’agenzia stampa.

 

“In rete, non c’è solo diffusione di materiale pedo-pornografico, ma anche di idee e di una cultura malata, che cerca di far passare per normale il sesso degli adulti con bambini”, ha detto anche l’on. Carolina Lussana, intervenuta alla presentazione della proposta di legge per le “Misure per la prevenzione e la sensibilizzazione alla lotta contro la pedofilia e per il contrasto dei reati di pedofilia culturale connessi agli abusi sessuali sui minori”, anche lei promotrice di un disegno di legge per introdurre la “pedofilia” e la “pedofilia culturale” come fattispecie di reato. “Con questa proposta di legge si rompe un tabù per sradicare i semi di un male, la pedofilia, che in alcuni Paesi, come Olanda, Belgio e Paesi Bassi, è presente in modo massiccio e si diffonde a macchia d’olio attraverso Internet”, ha affermato l’on. Alessandra Mussolini, presidente della Commissione bicamerale per l’Infanzia, che ha annunciato di voler chiedere il patrocinio gratuito per le vittime dei pedofili, che “spesso non hanno neppure la possibilità di pagare un avvocato”. Per l’on. Luca Volonté, “la pedofilia non si estirpa con la legge, ma la legge serve ad impedire che si affermi una cultura malata e deviata, che cerca far considerare come una manifestazione di affetto ciò che è una terribile violazione dei corpi e delle anime dei bambini”.

 

 

La proposta di legge bypartisan per le “Misure per la prevenzione e la sensibilizzazione alla lotta contro la pedofilia e per il contrasto dei reati di pedofilia culturale connessi agli abusi sessuali sui minori”, presentata oggi alla Camera e che, secondo quanto annunciato in modo informale dal sottosegretario all’Interno Alfredo Mantovano, potrebbe essere introdotta nel disegno di legge sulla sicurezza, per l’on. Paola Binetti, neuropsichiatra infantile, “mette insieme quattro punti chiave”: “previene il rischio che si sedimenti una cultura che giudica positivamente comportamenti distorti e ne promuove la diffusione”; “blocca alla radice la diffusione di una patologia, di adulti incapaci di vivere la propria sessualità, che potrebbe inquinare la vita sociale”; “interviene per prevenire gli effetti inquinanti degli abusi su minori, in quanto i bambini vivono con difficoltà. la propria sessualità da adulti, spesso in modo passivo, ma il più delle volte sviluppando aggressività”; e dunque, la pdl “si colloca nel quadro di una emergenza educativa, per contrastare un cyberbullismo con una radice pedofila grave, che produce pericolose trasformazioni del comune sentire”.

 

Alla conferenza stampa di presentazione della proposta di legge per le “Misure per la prevenzione e la sensibilizzazione alla lotta contro la pedofilia e per il contrasto dei reati di pedofilia culturale connessi agli abusi sessuali sui minori”, oggi, alla Camera dei deputati, era presente anche don Fortunato Di Noto, presidente dell’associazione “Meter” onlus, che ha elaborato il testo. “Già nell’89, quando cominciammo ad occuparci di bambini vittime di abusi sessuali, si parlava di una ‘lobby’ di ‘pedofilia culturale’, estremamente pericolosa, che usa soprattutto la rete”, ha detto don Di Noto. “Contrariamente a quanto si crede, Internet non è un mondo virtuale, ma reale. Le idee diventano azioni. Gli ideologi della pedofilia sono pedofili, persone malate che rivolgono le loro attenzioni sessuali ai bambini”, ha aggiunto il sacerdote. “L’introduzione del termine ‘pedofilia’ nel codice penale estirpa alla radice tante teorie malate, che cercano di giustificare questa patologia, spesso in modo subdolo, attraverso, per esempio, false ricostruzioni storiche, sostenendo che fosse praticata normalmente dai romani o dai greci”. La pedofilia è un crimine e “lo è sempre stato”, ha detto don Di Noto. “Nell’antica Roma e in Grecia – ha concluso - chi abusava di un bambino era condannato a morte”.

 

 

AGENSIR 26 giugno 2008

 

 

 
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