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Danni alla sede di Meter di Acicastello. «Andiamo avanti»
LOTTA AI PEDOFILI - (Avvenire 7 novembre 2007)
Il sacerdote: violare i nostri luoghi equivale a fare una ulteriore violenza sui bambini
Vandali in azione contro don Di Noto
Danni alla sede di Meter. «Andiamo avanti»
DA ACICASTELLO (CT)
LAURA MALANDRINO
Raid vandalico l?altro ieri notte ai danni dello sportello di Acicastello, di Meter l?associazione antipedofilia fondata e guidata da don Fortunato Di Noto. Porta divelta, sede a soqquadro, buste e documenti strappati, mentre ancora oggi continua la conta da parte dei responsabili e dei volontari delle cose mancanti per verificare l?entità del danno.
Anche la polizia scientifica, che già ieri ha individuato alcuni oggetti da sottoporre ad analisi per ricostruire da eventuali impronte digitali l?identità dei vandali, rimane al lavoro. Secondo una prima verifica ci sarebbe l?ammanco di una somma di denaro che era stato raccolto nell?ambito di alcune iniziative organizzate dal centro, mentre sembrerebbe non esserci alcun danno e nessuna manomissione dei computer e del materiale informatico. «Ci auguriamo vivamente che si tratti dell?azione di balordi a cui va comunque il nostro perdono ? commenta don Di Noto, ieri in visita ad Acicastello ?. Non vorremmo pensare a cose molto più gravi, ma quand?anche fossero altri malintenzionati non ci fermeranno. Anzi desidero rassicurare tutti i volontari: non siete soli, continuate a impegnarvi nella tutela dei bambini». Per il sacerdote siciliano, infatti, «in ogni caso, quello che è successo l?altro ieri ad Acicastello resta un fatto gravissimo. Violare uno sportello Meter a difesa dell?infanzia equivale a violentare ulteriormente un bambino, anche se si trattasse solo del gesto di uno stupido. E colpire un?associazione di volontariato a tutela dei bambini contro la pedofilia, un?associazione che si sostiene con il contributo dei bambini, delle famiglie e di uomini e donne di buona volontà, frutto di sacrificio, è moralmente inaccettabile». Come dimostrano le manifestazioni di solidarietà nei confronti di Don Fortunato e di Meter venute dalla società civile, a livello locale e nazionale. «Segno che la coscienza collettiva della gravità del fenomeno pedofilo sta maturando ? spiega il sacerdote -.
Anche se non posso non costatare che se si fosse trattato di uno sportello antimafia, forse, la reazione sarebbe stata più forte.
La notizia che l?infanzia è minacciata dalla criminalità, però, non è meno clamorosa». Meter conta nove sportelli in tutta la Sicilia ed un numero verde e referenti per ricevere segnalazioni da tutta Italia e dall?estero. In base all?esperienza di don Di Noto e dei volontari presso gli sportelli, in linea generale il territorio accoglie con benevolenza il lavoro dell?associazione. Anche se non sono mancati segnali di intolleranza, come dimostrano le numerose minacce, ingiurie e offese contro don Di Noto, costantemente protetto dalle forze dell?ordine. Quanto alla sede di Acicastello, invece, fino a questo momento non ci sarebbero elementi per pensare ad una vendetta in relazione ad iniziative o situazioni specifiche.
Lo sportello Meter qui è operativo da più di tre anni e copre tutto il territorio della provincia di Catania. «Proprio a Catania ? anticipa don Fortunato ? in quattro municipalità, il 19 novembre prossimo partirà il progetto ?Nessuno è escluso? a tutela dell?infanzia e dell?adolescenza. Destinatari, i bambini e i giovani dei quartieri a rischio: Librino, Ognina, San Giovanni Galerno e San Cristoforo». Il progetto non è stato ancora promosso. La città e la stampa non lo conoscono. «È la prima volta che ne parlo pubblicamente», sottolinea il sacerdote. Un modo per confermare che, a suo avviso, non sembra esistere relazione tra l?atto vandalico, forse intimidatorio, ai danni dello sportello di Acicastello e le iniziative e le attività dei responsabili e dei volontari a favore del territorio e della gente.
Per avere risposte più certe su quanto accaduto bisognerà attendere i risultati delle indagini delle forze dell?ordine.
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