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DON DI NOTO INCONTRA A PALAZZO CHIGI LA CARFAGNA: PDF Stampa E-mail
mercoledì 18 giugno 2008
Un fondo di garanzia per le vittime della pedofilia.

 

METER

Via E. Filiberto, 58 – 96012 Avola (SR) 

Tel. 0931 564872 – Numero Verde 800 455270

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COMUNICATO STAMPA

PEDOFILIA/METER - DON DI NOTO INCONTRA  A PALAZZO CHIGI LA CARFAGNA:

CHIEDO UN FONDO DI GARANZIA PER LE VITTIME DELLA PEDOFILIA

Roma, 18 giugno 2008 -----  Un disegno di legge per il “fondo di garanzia per le vittime della pedofilia”, “il finanziamento di programmi per il loro recupero attraverso il Fondo previsto dalla legge e mai attivato” e l'attivazione dell'Osservatorio Nazionale contro la pedofilia e la pedopornografia. Sono queste le richieste principali contenute nella lettera che l'associazione Meter di don Fortunato Di Noto ha consegnato  a Mara Carfagna, ministro per le Pari opportunità del Governo Berlusconi. La Carfagna incontrerà oggi alle 15 a Palazzo Chigi il sacerdote siciliano, strenuo sostenitore dei diritti inviolabili dei minori e  il direttivo di Meter (www.associazionemeter.org) per discutere insieme le due proposte

.

IL FONDO:

 La prima richiesta diMeter è l'istituzione per legge di un fondo di garanzia (analogo, nel principio, a quello per le vittime della strada o dell'usura) per le vittime minorenni di abuso e sfruttamento sessuale. "L'Associazione Meter – dichiara don Di Noto  - in virtù della propria esperienza maturata negli anni con l'accompagnamento concreto delle famiglie" nei processi penali per reati d'abuso e sfruttamento sessuale a danno dei minorenni, denuncia come spesso le piccole vittime non siano state risarcite nonostante le condanne dei giudici. Questo perché molto spesso i pedofili condannati sono risultati nullatenenti. Un tema scottante, che è stato ggetto di due Decisioni Quadro del Consiglio dell'IUe nel marzo 2001 (2001/220/GAI), dciembre 2003 (2004/68/GAI) e della Direttiva 2004/80/CE del 29 aprile 2004.

  

I PROGRAMMI:

 E veniamo alla seconda richiesta, quella dell'istituzione di un fondo previsto dall'art. 17, 2° comma, della legge 269/98. Si tratta di un fondo da impiegare, per i due terzi del suoi importo, a "finanziare specifici programmi di prevenzione, assistenza e recupero terapeutico dei minori degli anni diciotto" vittime di abusi sessuali. Un articolo per il momento inattuato, che Meter chiede di vedere tradotto nella realtà anche grazie a "modalità di accesso al fondo con la previsione di precedure rapide e snelle" attivabili dal minore diventato maggiorenne, dai genitori (o chi ne fa le veci), i centri di cura e assistenza dove il minore dovesse essere collocato per il recupero terapeutico. Si tratta di un percorso molto lungo e molto costoso che grava pesantemente sul bilancio delle famiglie.

 

L'OSSERVATORIO:

 L'ultima richiesta si riallaccia all'art. 17, 1° comma, della legge 269. Questo articolo, inserito dalla legge 38/2006 (che ha modificato e in parte sostituito la 269), prevede l'istituzione, proprio presso il ministero delle Pari Opportunità, l'Osservatorio per il contrasto della pedofilia e della pornografia minorile. Quest'Osservatorio, non ancora attivato, si occupa di acquisire e monitorare "i dati e le informazioni relativi alle attività, svolte da tutte le pubbliche amministrazioni, per la prevenzione e repressione della pedofilia".

 Fortunato Di Noto e la Meter ha le idee chiare: "Tutto questo lo facciamo per amore di chi conosciamo e di chi non sappiamo nulla, affinchè  possa essere sostenuto. Le famiglie vivono una profonda precarietà e a volta miseria, anche economica, oltre che educativa". E continua: "Il fondo per le vittime, normato ma mai riempito di sostanza, è di fondamentale importanza per il sostegno durante l'accompagnamento terapeutico.

Inoltre, la richiesta di un decreto legge in merito al "fondo di garanzia per le vittime minorenni di abuso e sfruttamento sessuale", garantirebbe la soddisfazione pur in presenza di una condanna degli autori del reato ad un congruo risarcimento dei danni". Questo perché "Risarcire le vittime dei suddetti reati di natura sessuale che ne facciano richiesta, laddove in presenza di un titolo esecutivo, provino l'impossibilità di aggredire il patrimonio degli autori del reato, spesso nullatenenti", conclude.  

 
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