SICUREZZA/ DON DI NOTO(METER): BENE, MA SI POTEVA FARE DI PIU'

SICUREZZA/ DON DI NOTO(METER): BENE, MA SI POTEVA FARE DI PIU'
"Ci aspettavamo qualcosa su apologia del delitto di pedofilia"
Messina, 30 ott E'soddisfatto per il pacchetto sicurezza" approvato don Fortunato Di Noto, presidente dell'associazione Meter, "ma - precisa il sacerdote - ci aspettavamo anche qualcosa riguardo all'apologia di delitto di pedofilia, dopo la scesa in campo dei ministri contro la Giornata dell'orgoglio pedofilo"
Commentando la parte del pacchetto approvato che stabilisce tre anni di reclusione per chi adesca minori su Internet, per quelli che mendicano e anche per i maltrattamenti in famiglia, "misure che se accompagnate da una nuova strategia formativa e preventiva aiutano a contrastare il fenomeno degli abusi sui minori", don Di Noto però non comprende "bene se tra i reati gravi che si prescrivono dopo 30 anni, vi sia anche incluso il reato sessuale su minori, che ad oggi si prescrive dopo 10 anni".
"E' ovvio - continua - che si può fare sempre e di più per la sicurezza dei bambini e delle famiglie, ma ora è necessario che gli organismi preposti alla lotta alla pedofilia (Osservatorio nazionale, Centro nazionale) inizino sempre più a funzionare, a convocare e consultare - conclude - la base per azioni preventive, informative e attuative di attese sociali sempre più emergenti".

Polizia postale ospiterà link associazione Meter

24/10/2007 -
Polizia postale ospiterà link associazione Meter
Premiati gli sforzi per contrastare la pedopornografia online e la pedofilia
Da oggi la Polizia di Stato ha accolto l'istanza di poter ospitare il link dell'Associazione Meter nella sezione della Polizia postale e delle Comunicazioni.La sezione è quella del Comitato Scientifico, di cui fa parte anche il nostro presidente don Fortunato Di Noto. sezione è quella del Comitato Scientifico, di cui fa parte anche il nostro presidente don Fortunato Di Noto.La comunicazione ufficiale dell'inserimento è stata trasmessa dal direttore dott. Domenico Vulpiani, dirigente superiore della Polizia di Stato, direttore servizio Polizia postale e delle Comunicazioni.L'inserimento del link è il frutto di un riconoscimento dell'impegno sociale di alto valore offerto dall'Associazione Meter e il prosieguo della collaborazione tra ente sociale e autorità di polizia, preposte al contrasto di pedofilia e pedopornografia online. L'attività di contrasto al crimine informatico da parte del Servizio di polizia postale e delle comunicazioni necessita di analisi e di ricerca per sviluppare sempre nuove strategie investigative. Tale attività, viene svolta dall'U.A.C.I (Unità di analisi sul crimine informatico) attivata nell'ambito del Servizio polizia postale e delle comunicazioni e, per la particolare area di interesse, richiede talvolta l'apporto di alcune competenze scientifiche (tecnologiche, psicologiche e giuridiche) altamente sofisticate, non sempre disponibili all'interno dell'amministrazione. A tale proposito è stato costituito un Comitato scientifico di consulenza della polizia postale e delle comunicazioni, composto da personalità del mondo universitario e dell'Ict che offrono saltuariamente la loro consulenza gratuita nella realizzazione di progetti e in alcune sperimentazioni scientifiche.

Il mostro è quasi sempre dentro le mura di casa

 Il Gazzettino 23/10/2007
Il mostro è quasi sempre dentro le mura di casa

ROMA - Il mostro che abusa dei bambini si trova fra le mura domestiche. Nove violenze sessuali su dieci sui più piccoli hanno infatti per autore padri, zii, cugini, nonni; o comunque conoscenti stretti e legati alla famiglia.
Il dato, così crudo nella sua drammaticità, evidenzia la profonda contraddizione di un fenomeno, che registra nella cerchia familiare i maggiori rischi.
«È un'epidemia» sostiene Maria Rita Parsi, presidente della Fondazione Movimento Bambino, che sollecita l'istituzione, a livello governativo, di una task-force che coordini gli interventi contro gli abusi all'infanzia.
Secondo gli ultimi dati del Ministero dell'interno (del 2005), il 77\% delle persone denunciate per violenza sessuale sui minori sono conosciute dall'abusato. Di queste, il 90\% sono da ricondurre a familiari o a persone legate all'ambiente familiare.
«A volte - spiega Donata Bianchi, ricercatrice del Centro nazionale di documentazione dell'Istituto Innocenti di Firenze, che sta lavorando alla relazione al Parlamento sull'applicazione della legge contro lo sfruttamento sessuale (la 269/98) - le violenze iniziano fin da un anno di età del bambino e possono proseguire fino alla maggiore età. I picchi di denunce si hanno intorno ai 5-6 anni quando il bambino comincia ad andare a scuola oppure nella preadolescenza quando possono venire vere e proprie richieste di aiuto dal minore stesso». I casi sono comunque in aumento (nel 1996 erano stati 96, nel 2004 748) non tanto perché sono in crescita le violenze quanto per l'emersione del sommerso. Alcuni esperti ritengono, infatti, che per ogni episodio di abuso accertato, 100 non vengono mai denunciati proprio perché il teatro delle violenze è la casa.
E gli effetti delle violenze possono essere deleteri. Alcuni studi internazionali affermano come fra il 50 e 90\% di coloro che mettono in atto condotte autolesive ha subito nell'infanzia maltrattamenti di tipo fisico e sessuale.
La violenza sessuale - continua Parsi - è una «emergenza di cui nessuno si occupa». È un fenomeno ampio se si considera anche la pedopornografia online, il cui giro di affari è stratosferico. Ecco perché c'è bisogno di interventi coordinati fra pediatri, servizi, famiglia, scuola, forze dell'ordine. Ed è «possibile poi - si chiede Parsi - che in una famiglia non ci si accorga di nulla? Eppure il corpo di un bambino parla. In famiglia c'è chi dovrebbe denunciare». Anche per don Fortunato Di Noto, fondatore dell'associazione antipedofilia Meter, «non basta solo una legge. È necessario una forte sinergia di impegno educativo, culturale, scientifico e sociale». Antonio Marziale, presidente dell'Osservatorio sui diritti dei minori, segnala che «non c'è degrado culturale né disagio psichico che possa costituire materia di attenuanti per chi si rende protagonista di violenze contro una bimba di appena 4 anni, fino a farla morire. Il responsabile va punito con il massimo della pena prevista».

SCUOLA: DON FORTUNATO DI NOTO, NUOVI VIDEO CHOC

SCUOLA: DON FORTUNATO DI NOTO, NUOVI VIDEO CHOC
Palermo, 23 ott. - (Adnkronos) - Professori emuli di Tony Manero e della discomusic degli anni '70, sederi in bella vista, finti amplessi con la docente di turno. C'e' di tutto nei video rintracciati in rete e segnalati al quotidiano online Affaritaliani.it dai volontari di don Fortunato Di Noto, fondatore dell'Associazione Meter. "Altro che decreto Fioroni, divieto di portare i telefonini a scuola e quant'altro -dice il sacerdote antipedofilia-i ragazzi continuano a fare quello che vogliono".

Pedofilia Meter, un libro-guida per segnalare i pericoli

Pedofilia Meter, un libro-guida per segnalare i pericoli   

L'associazione onlus Meter fondata e diretta da don Fortunato Di Noto ha contribuito all'arresto, o almeno alla ricerca, di un pedofilo altoatesino di 38 anni il quale è stato condannato a 8 mesi di reclusione.
L'indagine nei confronti dell'altoatesino è partita dalla segnalazione inviata alla Polizia Postale di Catania dell'Associazione Meter di don Di Noto.
Ancora una volta quindi l'associazione che da anni lotta per tutelare e difendere i bambini dagli abusi e dalle violenze sessuali è riuscita a consegnare nelle mani della giustizia un pedofilo.
Più volte don Di Noto ha chiesto aiuto a tutti i propri concittadini di segnalare ogni abuso o violenza sui minori e soprattutto di monitorare sia il tempo che i bambini passano davanti al computer a navigare su internet sia i siti da loro visitati e le mail ricevute. Dalle ultime indagini effettuate dallo staff degli sportelli Meter infatti la pedopedofilia si sta diffondendo in modo particolare su internet dove ogni giorno centinaia di bambini vengono contattati da pedofili che si nascondono dietro fasulli nick name. Proprio per informare i genitori su questo nuovo fenomeno l'associazione Metr ha realizzato un libricino di appena 8 pagine dove vengono spiegate, in modo semplice, le regole che i genitori devono seguire per poter controllare i propri figli. Il libro-guida si rivolge anche ai bambini che li mette in guardia sui vari pericoli presenti su internet e su come denunciare immediatamente l'accaduto. Il libro è stato consegnato già qualche mese a tutti i bambini degli istituti scolastici locali ed a molti fedeli della parrocchia del Carmine dove don Di Noto incontra i propri fedeli e molti bambini della zona, di contrada Carrubbella.
Maria Di stefano
La Sicilia 21/10/2007 - Siracusa