Coordinamento lotta alla pedofilia.


Commissione Europea: 16 dicembre 2003 - Risposta data dal sig. Vittorino a nome della Commissione all’interrogazione del 17 ottobre 2003 riguardante il “coordinamento della lotta alla pedofilia” (Interrogazione scritta E-3048/03 di Cristiana Muscardini – UEN alla Commissione su indicazione dell’Associazione Meter di don Fortunato Di Noto – Italia).

Interrogazione Scritta: Coordinamento lotta alla pedofilia.

Nel corso del Convegno internazionale organizzato dalla Polizia Cantonale Svizzera del Ticino, il Movimento internazionale “Innocence en ranger” (Parigi), ha reso noto che, dopo anni di intenso lavoro da parte di decine di organizzazioni non governative a tutela dell’infanzia sparse nel mondo, i siti pedofili e a contenuto estremo che sono stati denunciati in questi ultimi anni alle Polizie di tutto il mondo sono piu’ di 272.000.

Dovrebbero essere perciò 272 mila i fascicoli aperti nel mondo contro “ignoti” che hanno divulgato materiale pedopornografico. Il risultato di questa importante ricerca delinea ormai una struttura planetaria del fenomeno, e di chi ne usufruisce, e offre una nuova luce sul fenomeno della pedofilia online. La mole delle immagini prodotte è inquietante e coinvolge milioni di bambini sparsi in ogni continente. L’azione, è stato suggerito al convegno da don Fortunato Di Noto, vice presidente del Movimento e presidente della onlus italiana Meter, deve puntare sulla individuazione dei bambini. Ma per una sorte di inerzia burocratica istituzionale, “l’azione non viene coordinata a livello europeo e transazionale”.

1. Corrisponde al vero, per quanto riguarda i Paesi dell’Unione, la dichiarazione riportata?

2. Secondo la Commissione, a chi risale la responsabilità della disorganizzazione, della mancanza di coordinamento, a Polizie telematiche nazionali o alla mancanza d’iniziative in questo settore, di Eurogol?

3. Quali iniziative intende promuovere la Commissione per ovviare a questa malauguratissima situazione?

Risposta data dal Sig. Vittorino a nome della Commissione Europea – 16 dicembre 2003.

La Commissione condivide pienamente le preoccupazioni espresse dall’onorevole parlamentare circa il crescente problema della pornografia infantile diffusa attraverso Internet. E’ necessario un impegno continuo volto a combattere la diffusione di contenuti nocivi ed illegali nei siti Internet basato sulla cooperazione internazionale tra governi, in particolare tra gli organismi di polizia e le autorità giudiziarie, ma anche tra governi e gli operatori del settore Internet, per la realizzazione di hot-line specializzate, e le organizzazioni non governative, al fine di affrontare in modo efficace questo fenomeno disgustoso.

Spetta in primo luogo agli specifici organismi di polizia ed alle autorità giudiziarie degli Stati membri reprimere il contenuto illegale (ivi compresa la pornografia infantile) dei siti Internet; gli Stati membri cooperano a livello internazionale nel settore della lotta contro la pornografia infantile via Internet attraverso gli esistenti canali di comunicazione, quali Eurogol e Interpol.

L’Unione è stata un precursore nella lotta contro le informazioni di contenuto nocivo ed illegale fin dal 1996, quando un’impostazione comune a tale riguardo è stata unanimemente concordata dal parlamento europeo e dal Consiglio. Il Piano pluriennale d’azione comunitario per promuovere l’uso sicuro di Internet adottato dal Consiglio e dal Parlamento europeo nel 1999 GU L 33 del 6.2.1999 costituisce uno dei pilastri dell’azione della Commissione in questo settore. Esso dispone il finanziamento per la creazione di una rete europea di hot-line che consentono agli utenti di segnalare contenuti da essi incontrati su Internet e ritenuti illegali, compresa la pornografia infantile.

La strategia dell’Unione nella lotta alla pornografia infantile si avvale altresì di strumenti giuridici e misure concrete di contrasto della criminalità informatica e della pornografia infantile. Detti strumenti comprendono la proposta della Commissione di decisione quadro del Consiglio COM (2000) 854 def. relativa al riavvicinamento delle leggi e delle sanzioni
nel settore della lotta contro lo sfruttamento sessuale dei bambini, con particolare riferimento alla pornografia infantile diffusa su Internet Il Consiglio ha espresso un approccio comune sulla proposta della Commissione il 14 ottobre 2002 dell’Unione Europea Stati membri mantengono tuttora riserve parlamentari sulla proposta., e la raccomandazione
del Consiglio del 27 settembre 1998 GU L 270 del 7.10.1998 relativa alla tutela dei minori e della dignità umana, nonché della decisione del Consiglio, del 29 maggio 2000, relativa alla lotta contro la pornografia infantile su Internet GU 138 del 9.6.2000.

All’inizio del 2003, la Commissione ha ricevuto la versione definitiva dello studio di fattibilità relativo alla “Banca dati sullo sfruttamento internazionale dei minori”, cofinanziato nell’ambito del programma STOP II e gestito da un gruppo di progetto composto da esperti provenienti da diversi Stati membri. Il gruppo di progetto ha raccomandato la creazione di una banca dati internazione di immagini di pornografia infantile collegata in rete, basandosi sul nuovo sistema dell’Interpol.

Non spetta alla Commissione occuparsi della realizzazione vera e propria di tale banca dati internazionale, giacché tale compito dipende dalla volontà degli Stati membri e degli altri paesi interessati, ma essa sta finanziando uno studio di attuazione per la creazione di tale banca dati nell’ambito del programma AGIS. A tal fine, il 3 ottobre 2003 è stato
concluso un accordo con la National Crime Squad del regno Unito, inteso a preparare la realizzazione di una sofisticata banca dati in rete relativa alle immagini on-line di pornografia infantile. Tale banca dati costituirà un efficace strumento che consentirà agli organismi di polizia di individuare le vittime ed i responsabili dello sfruttamento sessuale dei minori via Internet in tutto il mondo.

Essa diminuirà l’inutile duplicazione degli sforzi a livello internazionale e aumenterà la cooperazione internazionale volta al conseguimento di tali obiettivi. La Commissione ritiene che la banca dati proposta avrà una rilevante ripercussione
sull’effettiva repressione da parte della polizia di questo orribile reato, migliorando lo scambio di informazioni, riducendo la duplicazione degli sforzi ed aumentando in modo significativo la capacità di analisi.