Migliaia i minori coinvolti. 440 i profili denunciati da Meter.

Decine le pagine che promuovevano la pedofilia e la prostituzione minorile come un fatto normale. Numerosissime le pagine allocate in America Latina e non solo.

La collaborazione con ‘giovani amici’ di quei Paesi, che dicono un secco no all’utilizzo dei bambini come oggetti sessuali, fa ben sperare.

 

Anzi direi è una grande speranza. Pensare che tanti giovani argentini, brasiliani, colombiani, messicani, paraguayani ed altri ancora stanno facendo rete per accerchiare chi sceglie il male sfruttando i loro coetanei è veramente un’azione che coinvolge e sconvolge e che sempre di più dobbiamo saper sostenere e sempre più amplificare con azioni concrete di solidarietà, intesa come bene per tutto l’uomo (corpo e anima).

L’occhio vigile alla rete – e bisogna sempre dire ai ragazzi e agli adulti – deve essere anche occasione consapevole per ribadire che dietro a uno schermo c’è sempre una persona fisica della quale non sappiamo nulla di certo. Occorre sempre chiarire che le nostre immagini sono valori e nella logica del touch (del toccare) è come se tutti toccassero il nostro corpo: basta un touch per farci toccare da chiunque e anche dagli sconosciuti. Questo accade – non in un immaginario virtuale – ma nel concreto della nostra esistenza intima.

Il touch può essere anche un metodo comunicativo che può aiutare una vita, può interconnettere con i nuovi percorsi che permettono di uscire dall’autismo (interessante la serie televisiva Touch, 2012) o da altre situazioni di disagio (la dislessia). Il touch può aiutarci a decifrare le persone interconnesse se ciò che tocco è “immagine autentica di ciò che si è”.

Se pensiamo al fatto che decine di milioni di minori si denudano o si fotografano, o vengono indotti alla pedopornografia, o si auto fotografano e si espongono (sexting), dobbiamo imparare a decifrare questo linguaggio di disagio. Forse vogliono indicarci una strada per riscoprire il valore di sé, banalizzato dallo globalizzazione e reso visibile, alla portata di tutti, con un click.

Un auspicio per il vasto mondo globale digitale e della comunicazione, largamente utilizzato dai giovani (penso alla prossima Gmg in Brasile): si può arrivare oltre il prossimo che ho accanto, si può dire che la vita non è quella che si vive nelle favelas, anche tecnologiche. Insieme possiamo fare la differenza e attraverso la buona comunicazione segnalare, denunciare e poi programmare insieme una vita nuova.