Olanda: sentenza choc sulla pedofilia

2013-04-04 Radio Vaticana:

Don Di Noto: decisione disumana contro i diritti dell'infanzia

Sentenza choc in Olanda. La Corte d’appello di Leeuwarden, ribaltando la decisione di primo grado, ha stabilito che non può essere vietata l’attività di un’associazione che promuove la pedofilia.

 

Il comportamento pedofilo - si sostiene nella sentenza - è aberrante ma non può essere negato il "diritto", così viene definito, di lanciare campagne per promuoverla. Su questa decisione, Amedeo Lomonaco ha raccolto il commento di don Fortunato Di Noto, fondatore dell'Associzione "Meter", impegnata nella lotta contro la pedofilia:

 

 R. - Questa sentenza va contro i diritti fondamentali dei bambini: contraddice totalmente i diritti dell’infanzia, soprattutto contraddice la Convenzione di Lanzarote. È un problema molto serio ed è certamente un fenomeno in evoluzione. In Olanda, il partito pedofilo olandese fu sciolto qualche anno fa, anche se aveva raccolto seimila firme da parte della popolazione olandese. Se è vero, come è vero, che la pedofilia è un fenomeno definito un crimine contro l’umanità, non credo che si possa giustificare il fatto che alcuni adulti possano favorire i comportamenti pedofili nei confronti dei bambini.

D. - I giudici hanno anche sentenziato che la società olandese è sufficientemente resistente per affrontare dichiarazioni indesiderabili, cioè si può sottoporre ad una società qualsiasi dichiarazione, tanto in quella società ci sono gli anticorpi. Una concezione proprio al di fuori di qualsiasi logica…

R. - Io mi chiedo una cosa: se io iniziassi a creare un sito razzista in cui io promuovo il razzismo, si pensa che le mie dichiarazioni non troverebbero immediatamente una risposta e forse, se ci fossero i presupposti, non mi metterebbero in galera? L’anticorpo non è il fatto di avere in una società la possibilità di reagire contro questo tipo di mentalità. Il problema è perché esiste questa mentalità. Stiamo parlando di cose veramente fuori da ogni logica e normalità. Stiamo parlando di una "promozione culturale" che va a colpire bambini da 0 a 12 anni, perché il pedofilo vuole i bambini da 0 a 12 anni. Dovreste leggere i dialoghi nei forum pedofili… I pedofili devono capire che loro sono dei soggetti disturbati e si stanno disturbando sempre di più, pensando che la pedofilia è un benessere per i bambini.

D. - Quali sono proprio le armi culturali per arginare questa piaga?

R. - Le armi culturali io le vedo innanzitutto in una società che metta al primo posto la realtà del bambino, il riconoscimento del bambino come soggetto di diritto che ha bisogno di una società che lo accompagni nella crescita psicologica, culturale e fisica. Sappiamo benissimo che le risorse, anche quelle economiche, vengono ridotte sempre di più nei campi dell’istruzione e della sanità. E’ normale che tutto questo contribuisce poi ad un vuoto sociale che ci porta evidentemente a far sì che questa pseudo cultura pedofila riempi i vuoti di una società che non dà possibilità ai bambini di crescere in maniera corretta, serena e matura, affinché possano diventare gli uomini del domani.

D. - Tornando alla sentenza della Corte d’appello olandese, che si inserisce anche all’interno di una società libertaria, potremmo dire che c’è anche l’intento, in questa decisione, di non porre limiti al libero arbitrio, anche quando questo si muove al di fuori dell’etica e della legge?

R. - Se noi pensiamo da una parte che una sentenza possa creare una giustificata normalizzazione, dall’altra parte l’umanità non si fonda su una sentenza ma sul buon senso e sull’esperienza stessa che l’umanità ha acquisito durante i secoli. Io credo che questa sentenza non debba essere commentata, ma debba essere veramente cancellata! Il problema è che non è possibile giustificare, normalizzare, un fenomeno devastante nei confronti dei bambini. Il comportamento pedofilo e anche la promozione della pedofilia sono comportamenti disumani, non umani.

D. - Fa anche effetto - oltre al fatto che la sentenza sia sconcertante - anche la mancanza di reazioni dure da parte della società. Un distacco, un’indifferenza, che diventa assordante…

R. - Come una società non reagisca nei confronti di queste sentenze o di questi fenomeni ci preoccupa tantissimo. La pedofilia culturale è un fenomeno esteso, trasversale, complesso: basti pensare alle migliaia e migliaia di siti di promozione di pedofilia culturale. La cosa che veramente fa paura, e fa paura seriamente, è che non c’è una reazione da parte della cosiddetta “intelligentsia culturale”, da parte della gente, da parte del mondo della politica. Non c’è assolutamente una reazione contro questo fenomeno! Certo, se si trattasse - perdonatemi se dico questo - di un caso giustamente da condannare di un prete pedofilo, di un vescovo coinvolto, la stampa mondiale avrebbe fatto i “titoloni” in prima pagina; di fronte a questo non c’è reazione e questo fa molta paura. Questo veramente fa emergere la grande ipocrisia del mondo culturale che non vuole - secondo il mio modesto parere - contrastare seriamente il fenomeno della pedofilia. La pedofilia è un crimine contro l’umanità, contro i bambini e non può essere in alcun modo giustificato, normalizzato e accettato, perché anche se ci sono pedofili che ritengono opportuno dire quello che dicono, loro sono “criminali”: non possono pensare di poter utilizzare i bambini secondo i loro scopi, secondo le loro finalità.