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PEDOFILIA/ METER PRESENTA IL REPORT 2015, DON DI NOTO

don di notoDIETRO OGNI NUMERO UN BAMBINO ABUSATO, PARLIAMO DI 700.000 PICCOLI SCHIAVI SESSUALI

Roma, 15 marzo 2016 - “Volete dei numeri? Statistiche? Meter ve ne dà quanti ne volete, ma per favore prima di pubblicarli vi prego di fare una riflessione. Credo che sia opportuno sottolineare e ribadire che dietro una unità c’è un bambino violato e schiavizzato sessualmente”. Per essere più precisi: “Per comprendere meglio la questione e per superare l’idea che le foto e i video non sono realizzazioni virtuali ma reali, si pensi che stiamo denunciando il coinvolgimento di circa 700.000 bambini ridotti in schiavitù sessuale  in tutto il mondo. Ripeto: SETTECENTOMILA BAMBINI ridotti in schiavitù sessuale IN TUTTO IL MONDO”. È così che don Fortunato Di Noto, il sacerdote fondatore dell'Associazione Meter Onlus (www.associazionemeter.org) commenta i dati del Report 2015 presentato stamattina presso la Sala Marconi di Radio Vaticana.

VORREI MOSTRARVI QUALCOSA, MA... - Per il sacerdote siciliano, la tentazione è molto forte: “Ho discusso con i miei collaboratori le implicazioni deontologiche e penali di un gesto simile, poi abbiamo deciso di rispettare leggi e norme professionali: non possiamo mostrare né il volto né gli abusi subiti da queste piccole vittime perché la legge lo proibisce (altrimenti il reato sarebbe quello di divulgazione di materiale pedopornografico)”, dichiara. E precisa: “Avremmo voluto mostrarvi queste foto, amici della stampa, per informare e far prendere coscienza a tutti della drammaticità dell'abuso sui minori. Non possiamo farlo. Ma tutti possono vedere: c’è chi vede e si volta indietro con indifferenza. E questa indifferenza lo rende istantaneamente complice”.

Possiamo però darvi i dati: nel 2015 abbiamo identificato questo materiale, suddiviso per età:

 

Fascia d'età

0-3 anni

4-13 anni

Foto

8.745

1.172.164

Video

4.199

72.001

CHI TACE E' COLPEVOLE – Per don Fortunato: “Se la legge ci impedisce di mostrare la sofferenza dei piccoli e dei deboli, tacere ci renderebbe colpevoli di connivenza. Questo noi non lo possiamo permettere. Avremmo voluto inserire in questo comunicato le foto di neonati abusati, torturati e ridotti in condizioni disumane. In una parola: in una schiavitù sessuale. E non solo foto di neonati, ma anche di bambini che arrivano fino a 13 anni. Ma non possiamo farlo”. Tuttavia, osserva: “Online c’è chi offre questo ed altro e spesso resta impunito. Lo resta perché le leggi non sono uniformi, perché la giustizia di certe nazioni è poco incisiva, perché manca la cultura adeguata per la lotta alla pedofilia che si dovrebbe tradurre, prima di tutto, nella difesa dell’infanzia a prescindere”. Quindi: “Vorremo far nascere vergogna e consapevolezza in tutti del fatto che poco o nulla si sta facendo per combattere lo sfruttamento sessuale dei bambini, la pedofilia e la pedopornografia”.

IL SILENZIO IMPOSTO ALIMENTA I MOSTRI – Il silenzio e la censura legali, però, sono paradossalmente un regalo per i pedofili. Sempre secondo don Di Noto: “Non riusciamo a comprendere quale sia la ragione del silenzio, che è diventato quasi connivente e compiacente, di fronte agli abusi sessuali su bambini piccolissimi (anche da chi è preposto alla tutela e alla garanzia dei diritti dell’infanzia)”. Non solo: “Intanto aumentano vertiginosamente video e foto pedopornografici che farebbero sobbalzare qualunque persona di buon senso, papà, mamma e persino tutta la società. Nel silenzio colpevole e ipocrita di tutti noi”, conclude.

I dati riportati hanno permesso di avviare indagini in Italia e nel mondo portando a numerosi arresti per la detenzione e la divulgazione di materiale pedopornografico e per lo sfruttamento sessuale di minori.

I NOSTRI DATI IN SINTESI

1.180.909 foto e 76.200 video (nel 2015) segnalati, 125.000 siti pedopornografici (dal 2003 ad oggi) denunciati, 9872 solo nel 2015 di cui 70 nel deep web con specifici riferimenti italiani (esclusi quelli stranieri), 3.414 comunità e social network, 928 consulenze telefoniche, 73 casi seguiti al Centro di Ascolto e accoglienza, 56 chat monitorate.

 

E ancora: 125 incontri nelle scuole, nel corso dei quali abbiamo incontrato 9.029 studenti e 1.355 insegnanti; dal 2002 al 2015 abbiamo incontrato in totale 99.837 ragazzi.

Gli incontri di Meter nella Società e nella Chiesa: dal 2002 al 2015 abbiamo incontrato 53 diocesi (13 quest'anno), ed effettuato 125 incontri nelle diocesi nel 2015. Abbiamo trattato di pedofilia e insidie della Rete (119 incontri, 95,20%), famiglia (4 incontri, 3,20%), educazione e impegno sociale (2 incontri, 1,60%).

icon Report 2015 lingua Italiana (4.77 MB)