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Enna, a 13 anni stuprato e ucciso Don Di Noto: “Chi sa, parli”

francesco-ferreri-13enne“Non ci siamo mai stancati di essere vicini alla famiglia del piccolo Francesco, tragicamente violato e ucciso da soggetti rimasti ancora nell’ombra, nell’oscurità. Sembra che non abbiano più il rossore della vergogna e questo inquieta e pone seri interrogativi sul silenzio e sulla omertà che ancora copre l’assassino e i suoi complici”. Così don Fortunato Di Noto, dell’associazione Meter sull’omicidio del piccolo Francesco Ferreri, ucciso dieci anni fa a Barrafranca (Catania).

Francesco andava in terza media alla scuola Verga Don Milani di Barrafranca e aveva 13 anni. Fu stuprato e poi ucciso con una chiave “svita tubi”, di quelle che usano gli idraulici. Con questo arnese il bambino è stato poi ripetutamente colpito alla testa, a ridosso di una discarica abusiva, in contrada Bessima, dove fu rinvenuto il corpo.

“Non è possibile che in Sicilia, le vittime degli abusi, dei maltrattamenti, delle violenze sui bambini, perché Francesco era un bambino, possano rimanere impuniti – denuncia don Di Noto – L’anno della misericordia sia l’anno della giustizia, del perdono e della riconciliazione. Chiunque sia, risvegli la coscienza narcotizzata dal male, e si costituisca. Chi sa parli e contribuisca a portare luce sulla cappa di fumo e di oscurità che aleggia ancora a Barrafranca”.

“Non abbiamo dimenticato, e lo ricorderemo ad Avola (Siracusa) nella sede nazionale con una preghiera durante la S. Messa che verrà celebrata nella Chiesa della Madonna del Carmine alle 18 – dice don Fortunato – Apprendiamo con soddisfazione l’apertura delle indagini, cosi da sempre chieste da tutti. Chi sa parli, contribuisca a rivelare un male che non può essere sottaciuto. Sarebbe il riscatto di un popolo, di una comunità”.