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Pedofilia: don Di Noto, business sfruttamento minori pari a manovra economica

Coinvolgimento minorenni dai 14 anni in su nella pornografia fenomeno sommerso e quasi tollerato'

Roma, 2 mar. (AdnKronos)
(Sid/AdnKronos)

"Il business che gira attorno allo sfruttamento dei minori è pari alla manovra economica di uno Stato ricco". Don Fortunato Di Noto, fondatore dell'associazione Meter, commenta così all'Adnkronos la notizia della minorenne adescata sul web da un gruppo di professionisti della fotografia e indotta a compiere atti sessuali per la produzione di materiale pornografico.

Don Di Noto precisa che "si parla di materiale pedopornografico quando sono coinvolti minori fino a 13 anni perché è questa la tipologia di età preferita dal pedofilo, che per la sua perversione cerca bambini e preadolescenti. Dopo si parla di pornografia minorile".

"Il coinvolgimento di minorenni dai 14 anni in su nella rete di pornografia, anche online, è un fenomeno sommerso ed è quasi tollerato - dice don Di Noto - Si arriva a giustificarlo con la motivazione che in 'fondo le ragazzine coinvolte sono quasi adulte', quasi che ci fosse un loro consenso e una loro volontà di prostituirsi". A questo si aggiunge che "non c'è una legislazione unitaria nei diversi Paesi, quindi anche l'intervento internazionale è problematico".

Con le 'lolita-model' pornografia soft non esplicita

Il fondatore dell'associazione Meter si sofferma poi su un altro fenomeno, quello delle 'lolita-model', collegato al web. "Proprio ieri sera abbiamo segnalato alla Polizia postale più di dieci portali di questo genere - dice don Di Noto - Un portale arriva a coinvolgere anche 1.500 bambine, ma ci sono anche bambini. I minori vengono ripresi in set fotografici mentre indossano vestitini e costumini in atteggiamenti e pose ammiccanti. Vengono indicate l'età e le misure".

Si tratta di un fenomeno che vede "decine di migliaia di bambini coinvolti. C'è la pubblicizzazione del corpo, dai capelli, agli occhi, alla carnagione. La cosa paradossale è che moltissimi di questi portali alla fine spiegano pure che è tutto legale. Questo dimostra che c'è una 'pornografia soft' che non è esplicita".

Dietro c'è un mercato che prolifera. Infatti, "online si possono vedere solo due o tre foto, ma se vuoi vedere tutto il book fotografico devi pagare. Sul portale, per accedere al profilo di una modella bambina, si arriva a sborsare dai 120 ai 150 dollari o euro al mese. Quindi, su 1.500 profili, il conto è presto fatto". E portali di questo tipo, spiega don Di Noto, ce ne sono a centinaia.